L’inquinamento luminoso è causato da quelle fonti di illuminazione che, realizzate in maniera poco accorta, disperdono parte della luce prodotta verso l’alto rischiarando così il cielo notturno. Si tratta di un problema molto diffuso che, specialmente in vicinanza dei maggiori centri abitati, rende il cielo meno buio e rende problematica sia l’attività scientifica di osservazione astronomica, sia il semplice godimento della volta stellata.
Disperdere luce al di fuori delle aree che è opportuno e necessario illuminare, non costituisce soltanto un danno ambientale, ma rappresenta anche un inutile spreco di energia e, quindi, di risorse economiche.
Benché non esista una normativa nazionale che disciplini questa forma di inquinamento, l’Umbria ha deciso di affrontare il problema emanando un proprio provvedimento: la Legge Regionale n. 20 del 28/02/2005 «Norme in materia di prevenzione dall’inquinamento luminoso e risparmio energetico».
Si tratta di una Legge quadro che sancisce i principi generali per la tutela del cielo notturno e stabilisce alcuni parametri fondamentali per la realizzazione degli impianti di illuminazione esterna.
Con Deliberazione n. 1296 del 29/07/2005, la Giunta Regionale ha costituito un Gruppo di lavoro che provvederà alla definizione del Regolamento di attuazione della Legge Regionale , definendo in questo ambito quel pacchetto di requisiti tecnici, misure di salvaguardia e risanamento necessari per la progressiva riduzione dei fenomeni di inquinamento luminoso.
Per Approfondire:
Legge Regionale n.20 del 28 febbraio 2005
Norme in materia di prevenzione dall’inquinamento luminoso e risparmio energetico.